Forno pirolitico: cos’è e come utilizzarlo al meglio

Quante volte abbiamo pensato di cucinare un bel pollo arrosto, succoso e profumato, con la sua bella pelle croccante, magari con un fragrante contorno di patatine aromatizzate, o ancora una succulenta lasagna, ricca di ragù, besciamella e parmigiano, gustando l’inconfondibile sapore di queste ed altre pietanze cotte in forno? E quante volte, allo stesso modo, abbiamo rinunciato semplicemente per evitare poi, a fine cottura, di dover pulire e scrostare lo stesso forno, con tutta la fatica e, diciamolo pure, “l’antipatia” che questa operazione comporta?

Tutto vero, ma è altrettanto sacrosanto che un’alternativa c’è, eccome! Si tratta del forno pirolitico, vale a dire di un forno autopulente che, sfruttando la potenza del calore, si igienizza ad ogni cottura, grazie ad un processo chimico di decomposizione delle sostanze organiche, chiamato appunto pirolisi.

Cos’è la pirolisi e come agisce nel forno autopulente

Forno pulito grazie alla pirolisi

Come abbiamo detto, la pulizia del forno, specie se questo si trova sotto il piano cottura, comporta una manutenzione piuttosto impegnativa e senza dubbio poco amata. Risulta, però, assolutamente importante, in quanto la tenuta in perfette condizioni del nostro forno, non solo è indice di pulizia ed igiene, ma è anche e soprattutto un ottimo sistema per migliorarne le prestazioni e garantirne una lunga durata.

Ecco, quindi, evidenziata l’importanza e la grande praticità di un forno che possa definirsi autopulente, rispondendo ad uno specifico principio termochimico. Detta anche “piro” o “termo” scissione, la pirolisi agisce grazie all’applicazione delle alte temperature che, in assenza di un agente ossidante (comunemente l’ossigeno, in presenza del quale avremmo, invece, attività di combustione), favoriscono la decomposizione di materiali di natura organica.

Tale reazione chimica, da avviarsi, di volta in volta, al termine della cottura delle pietanze, avviene esclusivamente grazie all’applicazione di energia termica (che, com’è facilmente intuibile, nel forno è sempre molto elevata), al fine di fornire la necessaria potenza per demolire la struttura chimica originale dei residui.

Oltre che pratica per l’autopulizia dei forni, così come per funghi riscaldatori, stufe, bracieri, la pirolisi è anche una tecnologia ecologica, che garantisce l’ecosostenibilità ambientale, poiché non utilizza alcun tipo di prodotto chimico o inquinante, a salvaguardia della salute delle persone e del pianeta.

Come utilizzare la funzione autopulente in un forno pirolitico

  • Come prima cosa, è necessario impostarla ed avviarla con l’apposito pulsante presente sul fronte o sul display di ogni elettrodomestico, in base al modello;
  • Il processo avviene in autonomia, senza necessità di presenza o di controllo durante l’autopulizia;
  • L’aumento della temperatura interna del forno non comporta il surriscaldamento allo sportello esterno, che, peraltro, si blocca per maggiore sicurezza;
  • Per effetto dell’elevato calore, circa 500°, raggiunto in pochi minuti, tutti i residui di  sporco alimentare (grasso, vapori, schizzi) vengono polverizzati e, praticamente, disintegrati;
  • Al termine del ciclo di pulizia pirolitica, il forno emette un breve segnale sonoro, avvisando della possibilità di aprire lo sportello e rimuovere, con una spugnetta o un panno umido, i residui inceneriti;
  • Nei vari modelli di forno autopulenti, si possono presentare diversi cicli di pirolisi (un po’ come le lavatrici, per intenderci), a seconda del grado di sporco da eliminare. In genere, la programmazione si differenzia in tre livelli di pulizia, per eliminare odori e sporco più leggero nel primo, mentre nel secondo e nel terzo per le incrostazioni difficili, con cicli anche di 2 ore nei casi più ostinati.
Pulizia forno pirolitico

Quanto consuma un forno pirolitico?

Infine, una nota economica: la potenza di un forno pirolitico domestico non supera mai le 3KW (3.000 Watt) mentre la durata della pulizia può variare da 1 a 3 ore. Considerando un costo massimo per Kilowattora di 0,40€ e che grazie alla tecnologia ed agli isolamenti di classe A+ il forno utilizzerà tutte le resistenze interne per un massimo di 1h (se consideriamo le 3 ore come ciclo totale), otterremo una spesa complessiva di 1,2€.

La pirolisi ha un costo irrisorio, soprattutto se confrontata con una pulizia classica del forno. Pensiamo infatti al costo del prodotto chimico (non meno di 3€) ma soprattutto, il tempo e la fatica necessari per scrostarlo e risciacquarlo… Se avete mai pulito un forno sapete quanto sacrificio occorre.

Tipologie di forno pirolitico: da incasso, ventilato, a vapore

Forno pirolitico da incasso

Ora che conosciamo un po’ di più i dettagli e il funzionamento del forno pirolitico in genere, vediamo quali caratteristiche sottolineare per un acquisto ponderato, che soddisfi cioè pienamente le necessità di ogni gusto, stile e, perché no, portafoglio.

Posto che anche l’occhio vuole la sua parte, oltre all’indubbia importanza dell’affidabilità della marca produttrice, sia design che estetica sono elementi importanti nella scelta di questo elettrodomestico, specie se da posizionare in una cucina di un certo spessore, moderna e funzionale. Molto particolare, soprattutto in questo caso, è senza dubbio il forno pirolitico da incasso, magari in una colonna separata dal piano cottura, pratico da utilizzare ad altezza d’uomo e davvero bello da vedere.

Come caratteristica aggiunta, oltre alla classica funzione statica, consigliamo di considerare sempre l’integrazione di un sistema avanzato di ventilazione, che cuoce perfettamente a gradi di cottura inferiori (e, dunque, riducendo il consumo di energia), e che assicura un riscaldamento omogeneo, ideale, in particolar modo, per dolci e lievitati.

Se poi amiamo la cucina salutare, che garantisca ai cibi il  mantenimento di tutte le proprietà nutritive e organolettiche, che sia leggera, versatile e sana, niente di meglio che un forno pirolitico a vapore. Moderno e funzionale, èdotatodi un serbatoio lungo una delle due pareti laterali, che deve essere riempito, prima dell’accensione, con della semplice acqua di rubinetto, la quale verrà scaldata da una piccola caldaia, e vaporizzata tramite una ventola.

Infine, segnaliamo che, nelle tipologie più ricercate, garantite da brand di rinomata affidabilità nel campo degli elettrodomestici per cucina, sempre più spesso possiamo reperire modelli di forno autopulente con:

  • Ripiani multilivelli, anche fino a 5, in grado quindi di cuocere più pietanze contemporaneamente, garantendo perfetta omogeneità di distribuzione del calore
  • Fino a 20 programmi automatici diversi, per cucinare alimenti in diverse modalità, e con funzioni adatte a piatti speciali, come per esempio la pizza

Forni pirolitici: tre brevi recensioni

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  • Cavità XL 70 l
  • 11 funzioni di cottura
  • Pulizia pirolitica
  • Classe a+
  • Cottura multilivello

70 litri di capacità per questo forno pirolitico a 11 funzioni della Hisense. Oltre alla praticità dell’autopulizia, consente di cucinare contemporaneamente più pietanze, grazie ai suoi 5 livelli in cui il cibo viene cotto in maniera uniforme, consentendo un bel risparmio sia di tempo che di energia elettrica, con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

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Electrolux, brand molto conosciuto ed apprezzato nel campo degli elettrodomestici da cucina, produce questo forno pirolitico con una resistenza circolare aggiuntiva, al fine di ottenere preparazioni perfette cotte simultaneamente su tre livelli. Il display a LED indica la giusta temperatura da impostare per ogni preparazione, rendendolo perfetto anche per “chef” principianti.

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Non poteva mancare un forno della Miele, azienda fra le più conosciute e longeve per i propri prodotti. Si tratta di un vero e proprio gioiello di cucina, molto ampio (76 litri), e con diversi accorgimenti aggiuntivi come, per esempio,  una pregiata superficie in CleanSteel, acciaio inox anti-impronte, e accessori Pyrofit, che possono rimanere nel vano cottura durante l’autopulizia pirolitica.

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